DDL sugli animali d’affezione

19/10/2016
 

 

cani

Presentato lo scorso maggio a palazzo Madama, è stato ora assegnato alla Commissione Sanità del Senato in sede referente il disegno di legge (S. 2379) che modifica la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo. Il testo, in prima lettura, sarà esaminato e modificato dapprima in commissione e poi in Assemblea, per essere poi trasmesso alla Camera. La FNOVI ha informato di voler seguire con attenzione l’iter legislativo così avviatosi e si attiverà per richiedere una audizione dinanzi alla Commissione Sanità al fine di indicare le integrazioni ed i suggerimenti che riterrà necessari.

Tra le disposizioni contenute nel disegno di legge, si evidenzia la necessità di sottoporre conigli d’affezione, furetti e cani della prateria a visite veterinarie periodiche per garantirne il benessere (articolo 2).
In base al testo, organi di controllo e di polizia, comuni, province, servizi Asl, medici veterinari liberi professionisti ed associazioni animaliste hanno libero accesso, per consultazioni, alle banche dati canine e feline delle Regioni, ai siti dedicati al ritrovamento e smarrimento degli animali e al registro telematico per i cani pericolosi e a quelli per i divieti di detenzione di animali emessi dai comuni (art. 3).
Tra gli interventi delle Regioni in materia vi devono essere anche corsi di formazione e aggiornamento a favore, tra gli altri, dei veterinari e campagne annuali di adozione degli animali ricoverati presso le oasi feline ed i canili, e di sterilizzazione e di microcippatura in collaborazione con i comuni, le Asl, i medici veterinari libero professionisti e le associazioni animaliste.
Si segnala infine l’articolo 5 che stabilisce nuove disposizioni in materia di tutela degli animali: tra queste l’attribuzione dei compiti relativi all’anagrafe canina e felina e alle campagne di sterilizzazione di cani di proprietà ai medici veterinari liberi professionisti.
Infine il testo stabilisce che gli animali d’affezione deceduti possono essere inumati presso gli appositi impianti d’incenerimento autorizzati o essere seppelliti in terreni di proprietà o in altre aree individuate a tale scopo dal comune, previo parere favorevole rilasciato per iscritto da un medico veterinario.

Fonte:
Ufficio stampa FNOVI

Implementazione anagrafe apistica

25/10/2016

ape

Una nota a firma del Dr. Borrello del Ministero della Salute rammenta che entro il 31 dicembre 2016 gli apicoltori, direttamente o tramite loro delegati, dovranno aggiornare in Banca Dati Nazionale – sezione Banca Dati Apistica – il censimento annuale, ovvero la consistenza degli apiari (intesa come numero di alveari) nonché l’ubicazione e dislocazione degli stessi sulla base dell’indirizzo e delle coordinate geografiche, così come previsto dal punto 5 del DM 11 agosto 2014 “Approvazione del manuale operativo per la gestione dell’anagrafe apistica nazionale”.

Nella comunicazione diramata dalla Direzione Generale della Sanità e dei farmaci veterinari (DGSAF) si legge che “La registrazione dei censimenti relativi al 2016 rappresenta un momento fondamentale per effettuare una verifica/integrazione/completamento dei dati attualmente registrati in BDA, considerato che a partire dal mese di gennaio 2017 la Banca Dati Apistica nazionale rappresenterà la fonte ufficiale per la programmazione dei controlli previsti dalla normativa vigente e per altre attività come, ad esempio, la comunicazione alle istituzioni comunitarie del patrimonio apistico presente sul territorio nazionale, così come previsto dal Regolamento Delegato (UE) 2015/1366 della Commissione e dal decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 25 marzo 2016 “Disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli per quanto concerne il Programma nazionale triennale a favore del settore dell’apicoltura”.
Sempre a proposito di censimenti e registrazioni in BDA, la nota rammenta che nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 2016 è stata pubblicata la Legge 28 luglio 2016, n. 154 “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale” che prevede l’applicazione di sanzioni specifiche nei casi di omessa denuncia di detenzione di alveari nonché di comunicazione di variazione alla Banca Dati Apistica nazionale.
A questo proposito, la Direzione Generale ha ritenuto essenziale apportare una modifica nelle attuali procedure di gestione della BDA relativamente al meccanismo della “validazione”.

Fonte:
Ufficio stampa FNOVI

Blue Tongue: nuove aree

02/11/2016

Ancora modifiche al dispositivo DGSAF prot. 5662/2014 e s.m.. Con la richiesta indirizzata alle Regioni in indirizzo di dare massima e rapida diffusione, è stato diramato dalla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari il provvedimento recante il nuovo Allegato A che ridefinisce le ulteriori zone di restrizione in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica.
L’Allegato A così diramato sostituisce e integra l’allegato A del provvedimento n. 5662 del 14 marzo 2014 e successive modifiche e l’Allegato A1 del provvedimento DGSAF prot. n. 23649/2016. Tutti i riferimenti alla definizione di “territorio con infezione in atto” contenuti negli Allegati B e C del provvedimento DGSAF n. 5662/2014 e s.m. sono sostituiti dalla definizione “territorio con circolazione virale in atto” che contraddistingue un’area ricadente nel raggio di 20 km da un focolaio confermato.

Nelle more della revisione delle regole relative alla movimentazione da vita di animali sensibili alla Blue Tongue, le movimentazioni di animali di qualsiasi età provenienti da aziende situate in zone di restrizione e non ricadenti nelle condizioni previste nei capitoli 2 e 3 dell’allegato B al provvedimento DGSAF n. 5662/2014, saranno autorizzate caso per caso dal Ministero della Salute sentito il CESME.

Fonte:
Ufficio stampa FNOVI

ECM e Congressi deducibili

03/11/2016

ecm

È approdato nelle scorse settimane in Aula al Senato il disegno di legge governativo “collegato” alla manovra di finanza pubblica concernente i rapporti di lavoro autonomo. L’obiettivo del testo è quello di costruire anche per i lavoratori autonomi un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro.
Il provvedimento si compone di 22 articoli suddivisi in tre capi. L’articolo 1 delimita l’ambito di applicazione del capo I che riguarda i rapporti di lavoro autonomo disciplinati dal titolo III del libro quinto del codice civile (articoli da 2222 a 2238), ovvero le prestazioni d’opera materiali e intellettuali.
Sono invece esclusi dall’ambito di applicazione del capo I tutti gli imprenditori, compresi i piccoli imprenditori.

Tra le norme di interesse per chi opera nella sanità si segnala l’articolo 5 che modifica l’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre del 1986, n. 917, introducendo l’integrale deducibilità, entro il limite annuo di 10.000 euro, delle spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale e delle spese di iscrizione a convegni e congressi, nonché l’integrale deducibilità, entro il limite annuo di 5.000 euro, delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente, e l’intera deducibilità degli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

(Fonte: www.quotidianosanita.it)